Materie plastiche conduttive per risolvere problematiche di dissipazione del calore senza l’utilizzo di componenti metallici.

I materiali plastici termicamente conduttivi hanno la capacità di trasferire calore in modo molto superiore ai termoplastici comuni. La capacità di trasferire calore va da 5 a 20 volte i polimeri convenzionali. In questo modo ci si avvicina ai metalli mantenendo però tutti i vantaggi e proprietà tipiche dei materiali termoplastici stampabili ad iniezione. Se ad esempio un Polipropilene ha una conducibilità termica di 0,2 W/mK il ferro ha un coefficiente di 60, l’alluminio di 260 e il rame di 385 conferma quanto le materie plastiche siano per la loro natura isolanti.
Con adeguate cariche e additivi una Poliammide 6 raggiunge un valore di circa 1 W/mK mentre su basi PA12 si raggiungono valori di 2 W/nk. I campi di applicazione di questi particolari compound a migliorata conducibilità termica sono oggi sempre più diffusi sopratutto grazie alla diffusione dell’industria elettronica dove esiste la necessità di asportare modeste quantità di calore.
Allo stesso modo queste plastiche conduttive possono essere utilizzate per sostituire le tradizionali resine termoindurenti nel rivestimento di dispositivi soggetti a riscaldamento. I polimeri termicamente conduttivi sono disponibili sia in versioni elettricamente isolanti sia in versioni conduttive. Questi materiali hanno inoltre valori di dilatazione termica più contenuta e che più si avvicina a quella dei metalli. Queste caratteristiche insieme al peso contenuto rispetto ai metalli, alla riduzione dei costi dovuta all’integrazione di più funzioni di diversi componenti e all’inerzia chimica rendono questi materiali decisamente competitivi in particolare nella realizzazione di geometrie complesse.

Tutti i materiali possono essere resi termicamente conduttivi a partire da un semplice PP fino ai tecnopolimeri di ultima generazione come gli LCP.