Possiamo definire tecnopolimeri strutturali quei materiali compositi ( o compound ) che attraverso cariche e/o rinforzi, raggiungono valori di rigidità e resistenza meccanica che possono far si che essi siano utilizzati non solo per la realizzazione di componenti o accessori di un prodotto, ma la struttura stessa nel senso di un telaio, una carcassa, un supporto, bracci e leve, in definitiva una parte portante di un prodotto o parti deputate alla trasmissione di sforzi.

I principali rinforzi che permettono l’innalzamento del modulo elastico a flessione e a trazione sui polimeri sono le fibre di vetro corte e lunghe, la fibra di carbonio, le fibre arammidiche.

Queste le possiamo trovare all’interno di basi polimeriche da stampaggio ad iniezione in percentuali che possono oscillare dal 5 al 60% e possono anche essere legate chimicamente al polimero per aumentare l’effetto del rinforzo.

Le cariche normalmente impiegate, da sole o in combinazione con i rinforzi citati, sono essenzialmente cariche minerali tra cui talco, carbonato di calcio, solfato di bario, wellastonite e altre ancora, che grazie al loro comportamento isotropo possono contribuire ad elevare la resistenza dei materiali contenendo le deformazioni e migliorando l’estetica.

Possiamo definire strutturali materiali realizzati su varie basi polimeriche a partire dal semplice Polipropilene altamente rinforzato, nell’area dei polimeri di massa a minor costo, per passare alle Poliammidi PA6 PA66 PA46 PA610 ai policarbonati PC (Lexan ) ai Poliesteri PBT (Crastin ) e PET (Rinite), PPO (Noryl) e resine acetaliche POM (Delrin, Ultraform) nell’area dei tecnopolimeri. Infine senza dubbio le più alte prestazioni sono raggiunte su basi di superpolimeri come Poliammidi Semiaromatiche PARA ( Ixef, Grivory ) Polifenilensolfuri PPS (Ryton, Primef) Poliftalammide PPA (Amodel) Polieterechetoni PEK e PEEK, Polisulfoni PSU ( Udel ) e Polieteresulfoni PES, (Lapex) che associano in modo differenziato nelle varie famiglie di polimeri resistenza termica, resistenza chimica, resistenza all’usura e interessantissime combinazioni tra esse.

Grazie alla relativa facilità di trasformazione ed alla libertà che è offerta nel design al progettista, questi prodotti rappresentano una reale alternativa ai metalli in un numero crescente di applicazioni.