«Per la nostra azienda il 2010 è stato un anno positivo. Il trend registrato nei volumi fino allo scorso settembre è paragonabile a quello della prima metà del 2008, sebbene i livelli precrisi non siano ancora stati raggiunti. Le recenti turbolenze finanziarie hanno invece generato apprensioni che potrebbero portare a una contrazione degli ordi- ni nel breve periodo. Resta da chiarire se questa frenata sarà riconducibile alla situazione contingente oppure a ragioni strutturali. Propendo per la prima ipotesi, sebbene l’effetto pratico sarà il prolungamento di una crisi che non ha avuto carattere settoriale, né dimensionale».

E proprio in virtù dell’universalità di questo stato di sofferenza, secondo Marco Bedogni le prospettive di sviluppo non mancano.

«Il saldo tra imprese in crescita e in difficoltà permarrà probabilmente negativo. Ma quelle che riusciranno a garantire un buon rapporto tra qualità e prezzo, proponendosi anche sui mercati esteri, hanno ottime possibilità di farla argomenta.

Qualità, servizio, sicurezza, integrazione tra sicurezza e ambiente rappresentano i prerequisiti essenziali affinché un’azienda piccola come la nostra si proponga come partner per importanti player, non necessariamente italiani. E un utilizzo migliore della rete internet potrebbe giovare in tal senso».

Export come volano per gli affari, dunque. Ma individuare delle opportunità nel mercato italiano è ancora possibile. «Occupando spazi lasciati da imprese che hanno purtroppo cessato l’attività o hanno orientato il proprio business» spiega Bedogni.

Un atteggiamento proattivo diventato un must da almeno dieci anni: e che va abbinato all’ottimizzazione delle risorse interne «Necessaria per qualificarsi agli occhi di potenziali partner sul mercato globale, dal momento che reperire del personale tecnico altamente qualificato è molto difficile».

Intervista a Marco Bedogni