Intervista a Arturo Bedogni su “Stampa Reggiana”

L’imprenditore del mese – Arturo Bedogni, Presidente di Bear Plast srl di Reggio Emilia

“Serve ridurre l’Irap per consentire alle imprese di reagire alla crisi”.

Una proposta per il premier Monti: tetto massimo al 50%

di Ercole Spallanzani

Arturo Bedogni, Presidente di Bear Plast srl di Reggio Emilia (azienda attiva nel settore dello stampaggio materie plastiche per conto terzi), è da anni impegnato in prima persona per sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica sul problema del carico fiscale che opprime le piccole e medie imprese limitandone la competitività e, in questo grave momento congiunturale, la stessa sopravvivenza e capacità di reagire alla crisi.

In particolare l’attenzione di Bedogni si è concentrata sull’Irap: l’imposta regionale sulle attività produttive.

Studi effettuati da Confapi pmi Reggio Emilia – l’associazione di categoria a cui la sua azienda è associata da 20 anni – hanno dimostrato arriva a incidere sugli utili ante-imposta in media del 57%, ma raggiunge in diversi casi anche picchi del 90%.

L’imprenditore spiega: Il neo premier Mario Monti è il destinatario della lettera che sto preparando, affinché inserisca tra le priorità della sua azione e del suo mandato una revisione urgente dell’impianto dell’Irap. Inoltre ho appreso da articoli di stampa che il Ministero dell’Economia, dicastero che Monti ha mantenuto da interim, sta per mettere online il nuovo sito in cui sarà inserita una sezione per le segnalazioni delle piccole e medie industrie e anche lì farò sentire la mia voce.

Sono anni che lei combatte questa battaglia:
E’ dalla fine degli anni ’90, quando era Ministro delle Finanze Vincenzo Visco, che impugno carta e penna e sottolineo il problema alle istituzioni competenti. Da Eugenio Scalfari di Repubblica, all’ex presidente reggiano Romano Prodi, passando per Fassino, Rutelli e molti altri: a tutti sottopongo la questione, portando dati concreti e proposte altrettanto concrete, ma nulla. Tutti dicono di capire la gravità della questione, ma non apportano correttivi. Mi auguro che stavolta, grazie ad un governo tecnico, sia possibile fare qualcosa finalmente.

In termini di perdita di competitività quali sono gli aspetti che limita fortemente?

Erodendo le risorse disponibili l’Irap limita fortemente la possibilità di garantire nuova occupazione, soprattutto giovanile, un tema estremamente sentito in questa fase economica che vede il tasso di disoccupazione e degli ammortizzatori sociali come un’emergenza. Meno fondi, meno investimenti: è inevitabile. E questo incide anche sugli adeguamenti alle normative sulla per sicurezza e sull’innovazione di prodotto e di processo.

L’Irap inoltre ha un’incidenza diversa a seconda della dimensione delle imprese.

E’ un dato di fatto che le pmi soffrano maggiormente del carico fiscale rispetto alle grandi imprese e comunque ci sono disparità tali tra le imprese che non sono tollerabili, così si va ad incentivare il sommerso, una piaga sociale che colpisce tutti indistintamente levando risorse ai servizi di cui tutti i cittadini usufruiscono.

Cosa ha intenzione di proporre a Monti?

Premetto: i tagli alla spesa pubblica vanno bene, ma bisogna lavorare anche al volano dello sviluppo. Motivo per cui faccio quella che per qualcuno potrebbe essere una provocazione: un tetto massimo per l’Irap al 50%.